Mentre era in day hospital, la sua giornata non memorabile si è comunque dipanata in pubblico, sotto gli occhi dei media assedianti e sul social network, dove nel pomeriggio di ieri a tempo di record (il tempo dell’uscita da una ecografia), ha postato un foglietto di bloc notes scritto a mano, che testimonia insieme un dolore, e la sua accettazione: «Se c’era una cosa che avevo voglia e bisogno di fare, era tornare un po’ sul palco!
Però ha anche aggiunto, the doctor, che il Vate di Zocca deve assolutamente riposare: non a caso, verso le 15 di ieri, un bollettino plurifirmato da medici e specialisti aveva decretato: «le condizioni attuali non consentono che il paziente svolga alcuna attività fisica per 60 giorni».
Il Blasco potrebbe non aver obbedito ai medici fino in fondo, in queste ultime settimane passate asserragliato davanti al microfono della sua webcam, in collegamento diretto con i fans via FB: da qui – par di capire così, alla buona – il dolore che non cessa, e la necessità di ulteriori esami, e di un riaggiustamento «della cura di antinfiammatori e antibiotici già in atto», come ha concluso Guelfi, che si è astenuto di esprimersi sulle possibili cause di un tal male in seguito a una «semplice costola rotta», come dicono i sostenitori di ipotesi catastrofiche.
Assodato che Vasco si deve riposare e dovrà farsene una ragione, l’ultimo busillis grava ora sul 5 settembre, quand’è prevista al Festival di Venezia la sua presenza in occasione della proiezione fuori concorso di «Questa storia qua», documentario biografico su vita e carriera che parte dall’inevitabile Zocca, con duecento cinema italiani collegati in diretta con il Lido per cantare insieme l’affetto e la gloria.
Fonte:
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=20&ID_articolo=1497&ID_sezione=12
